L’incredibile smarrimento del signor Eugenio Farsetti
Eugenio Farsetti si accorse di essersi perso – non nel senso topografico-cartesiano della cosa, beninteso, ma nel senso ontologico-esistenziale, che è poi quello che conta quando uno si sveglia la mattina e non ricorda più quale sia il proprio rapporto con le pantofole – un martedì, che è il giorno più anonimo della settimana e quindi perfetto per smarrimenti di varia natura.
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