di Nicola Ianuale

editing a cura di Pietro Nunziata

Illustrazione: immagine realizzata dalla redazione con IA generativa


Esco dall’ufficio e… Cazzo, è tardi!

Controllo la chat con Martina:

Amore

Allora

20 e 30 da te

Va bene? ❤️

E lei:

Certo, amore mio

Non vedo l’ora 😍❤️

Mi fiondo in macchina. Ingrano la marcia e parto sgommando. Prima tappa: ritirare un mazzo di rose grandi e sanguigne, turgide come se fossero ancora sulla pianta. Il fioraio le ha disposte a spirale e ci ha messo dentro un po’ di eucalipto. Carta kraft ad avvolgerle insieme a un nastrino punteggiato di cuori. Mi illustra la composizione mentre interrogo di traverso l’orologio.

Di nuovo in macchina, marcia e sgommata. Approfitto del traffico per chiamare il ristorante: «La sua prenotazione per le 21 è confermata. Non si preoccupi» Non voglio sorprese; non questa sera che ho promesso a Martina un gran San Valentino, il primo da quando stiamo insieme.

Seconda tappa: pit stop a casa. Mi scaravento in doccia che l’acqua è ancora fredda. Canticchio la nostra canzone:

Imagine me and you, I do

I think about you day and night

It’s only right

To think about the girl you love

And hold her tight

So happy together

Una strofa per lo shampoo; due più ritornello per insaponatura e risciacquo. Troppo tempo. Phon, deodorante, spazzolino e collutorio. Fischietto Be My Baby. Sul letto ho già pronto il completo; l’ho messo lì  stamattina. Camicia bianca, cravatta di seta a pois. Me la rischio con il nodo alla Windsor, ma il triangolo esce male. Ripiego sul doppio nodo e il codino risulta più lungo della patta. Fanculo, dico. Mi arrendo al nodo semplice. Poi scarpe in camoscio, due spruzzi di profumo e giù a rotta di collo in macchina.

Mi presento in orario sotto da Martina. Suono il citofono, salgo le scale. La porta si apre e lei mi accoglie in tuta beige, capelli raccolti, calzini di spugna e pantofole Hello Kitty.

«Amore, sei arrivato», dice stringendomi in un abbraccio.

Anche il suo cane Balto mi fa le feste.

«B-buon San Valentino…», balbetto.

Prende il mazzo di rose dalla mia mano rimasta a mezz’aria. Sono un tronco d’uomo piantato a terra, con gli occhi strabuzzati e la bocca dischiusa. Lei mi bacia ovunque – labbra, guance, collo – rapida come il beccare di un passerotto affamato; il susseguirsi degli schiocchi ha lo stesso suono di una risata beffarda.

«Entra», dice, e indica il soggiorno, dove c’è la tv accesa e il tavolino imbandito a festa, con rustici, patatine e qualche birra. «Sarà una serata fantastica.»

Allento il nodo alla cravatta, che per fortuna non è un Windsor. «Amore, ma…»

Compare Carlo Conti, anche lui tutto in tiro. Parte il jingle: “Tutta l’Italia, tutta l’Italia, tutta l’Italia”.

«Sei pronto per la serata cover?»

«Certo, ma…»

Oggi è il 14 febbraio del 2025. Oggi va così.

Tolgo la giacca e mi accomodo. Dissimulare il disagio è la mia priorità, un esercizio di sopravvivenza mentale. Stappo una Heineken e mangio due pizzette. L’atmosfera è di una convivialità spartana, come quando io e i ragazzi ci riuniamo per una partita di calcio importante; nulla a che vedere con il ristorantino intimo in cui dovremmo essere: io e Martina, occhiate affettuose e mani a sfiorarsi sul tavolo, due calici di vino, musica jazz in sottofondo, il tintinnio delle posate. Cos’è andato storto?

Che poi Sanremo nemmeno lo guardo, non mi fa impazzire. Tutto ciò che so lo devo all’algoritmo dei social: quando vuole, offre una copertura mediatica impressionante. Come nel caso dei Ferragnez. Conosco ogni dettaglio senza che me ne freghi nulla.

Martina mi si accoccola sul petto. Forse, non tutto è perduto. L’importante è stare insieme, no? L’inizio delle esibizioni è un invito ad agire. Alla cover di Clara mi eccito io. A quella di Tony Effe  lei si mordicchia il labbro inferiore. So cosa vuol dire, e mi sta bene lo stesso. Anche se… vai a sapere che ci trova di bello in questo tizio; io non ho mezzo tatuaggio. Un bacio tira l’altro; una carezza dolce, qualche parolina romantica e Sanremo è solo un sottofondo. Peccato che Lucio Corsi fa la cover con Topo Gigio. Appena entra in scena il maledetto roditore, a quanto pare, a eccitarsi è Balto, che mi si attacca alla gamba e rovina tutto.

Primo approccio fallito. Me lo scrollo di dosso e Martina ride. È strana; non la riconosco più. Messaggia con le amiche in ben tre gruppi, legge i commenti su Instagram e parla una lingua aliena a proposito di capitani, gaffes, cadute, bonus e altre stronzate del FantaSanremo.  

«Non so se aspetto più Elodie e Achille Lauro o Fedez che canta Bella stronza», dice in un vocale mandato a chissà chi.

Vorrei mettere su un bel lento, abbassare le luci e invitarla a ballare; invece sono costretto a sorbirmi Sanremo con lei che ha subito la metamorfosi in groupie. Hanno mai indagato gli effetti del festival sulle persone? Faccio per googlarlo, però tocca a Giorgia e Annalisa. Ascolto la loro versione di Skyfall con la mascella a terra e la bava alla bocca.

Martina mi dà uno schiaffo e dice: «La finisci di fare il porco?»

È arrabbiata per finta. Un po’ la diverte che stia dando vita a quei meme del tipo: “Ecco il mio ragazzo quando canta (tizia bona x)”.

Ci sorridiamo a vicenda. Lei si aggrappa al mio braccio come un koala al bambù; io le accarezzo il dorso della mano. Che sia la volta buona?

È il turno di Elodie e Achille Lauro. Come prima, io mi eccito su di lei e Martina si mordicchia il labbro inferiore per lui. Ribadisco, non ho tatuaggi, ma mi sta bene lo stesso. Niente topi parlanti; con Balto fuori dai giochi parte il bacio appassionato. Martina chiude gli occhi; io li tengo aperti. Voglio guardarla, godermi l’istante e riflettere sul fatto che in questa edizione di Sanremo ci sono contemporaneamente Achille Lauro, Tony Effe e Fedez.

Tony Effe e Fedez sono ai ferri corti, Lauro si dice che sia andato a letto con la Ferragni, che forse ha dato un palo a Tony Effe dopo che lui ci ha provato con lei mentre Tony era ancora amico di Fedez che era ancora amico di Lauro.

«Quando parte la scazzottata?» penso ad alta voce.

«Fra chi?» mi fa Martina.

«Niente, niente… Piuttosto, quanto manca a Bella stronza?» chiedo, non so perché.

«Amore, tra poco», risponde lei contenta.

Mi si materializza davanti l’espressione sardonica di Fabrizio Corona che si sfrega le mani davanti alla tv mentre aspetta il content per un’altra decina di video su YouTube. Fortuna che si occupa di gossip e non di televendite, altrimenti, con quella voce calda e persuasiva mi farebbe comprare anche il materasso Eminflex in offerta “solo per oggi” da almeno vent’anni.

Meglio berci su. Fisso il faccione abbronzato di Carlo Conti. Canticchio mentalmente: “Tutta l’Italia, tutta l’Italia, tutta l’Italia”.

Arriva Bella stronza: Masini e Fedez in un’improbabile revenge-cover. Penso alla Ferragni che, per par condicio,  ora starà cantando a squarciagola Vaffanculo, sempre di Masini.

Ormai ci sono dentro fino al collo. Gli sketch, la fretta di Carlo Conti, Geppi Cucciari, il jingle… La serata vola; è avvincente. La classifica mi soddisfa solo in parte. Io e Martina ne parliamo. Voglio dire la mia e ascoltare la sua opinione.

«Amore, resti a dormire da me?» dice dopo un po’, l’occhio vispo di chi ha apprezzato la mia indignazione per i problemi tecnici durante l’esibizione di Bresh e De André junior.

«Ovviamente sì, amore.» Prendo il bicchiere di birra e propongo un brindisi. «Al nostro primo Sanremo insieme.»

Ieri è andata così.

Sono in ufficio, e Martina mi ha chiesto se questa sera voglio unirmi a lei e alle sue amiche per la finale. No, grazie, le ho detto; vorrei farmi una birra con i ragazzi. Avrei voluto aggiungere “per disintossicarmi”, ma l’ho tenuto per me. Farò un favore a Giulio e Stefano: li sottrarrò alle fidanzate in una serata dove l’uomo sta alla donna come la donna sta all’uomo quando c’è la finale di Champions.

A ora di pranzo mi scrive Giulio:

Sorry, brother

Guardo Sanremo con Angela

che siamo primi al Fanta

Facciamo domenica

Ok? 🍻

Poi tocca a Stefano:

Ma sei pazzo?

Stasera c’è la finale 😱

Ho pure messo Olly capitano

Sospiro e apro Instagram. Ho il feed intasato dai video di Sanremo. Butto l’occhio su qualche commento sparso. A quanto pare, Fedez sarebbe il “vincitore morale” del triangolo tra lui, la Ferragni e l’altra tipa; Massimo Ranieri avrà pur perso l’amore, ma, in compenso, ha sbloccato lo sharingan – not bad; Olly è l’idolo delle ragazze; Topo Gigio canta meglio di Tony Effe – non che ci voglia molto a cantare meglio di Tony Effe; a letto Carlo Conti mette il timer come all’Ariston – povera sua moglie. “Ad Achille Lauro nessuno glielo urla si na pret?” scrive una ragazza.

Tutta l’Italia, tutta l’Italia, tutta l’Italia. Dannato jingle.

Sorrido e contatto Martina:

Amore ci ho ripensato

20:30 da te

Va bene? ❤️

P.S. Devi spiegarmi la storia dei capitani e delle cadute

Dopotutto, Sanremo con i social è tutta un’altra storia.

Biografia

Nicola Ianuale è un sognatore ed eterno Peter Pan dal 1995. Le sue grandi passioni sono il cinema, la storia e la letteratura. Ama i film in bianco e nero, venera Cary Grant e sposerebbe volentieri Grace Kelly. Cerca una macchina del tempo per bere whisky sour a Parigi nei ruggenti anni ’20 con Ernest Hemingway e Scott Fitzgerald. Ha una laurea triennale in Lettere moderne; attualmente frequenta con Treccani Accademia un Master in “Editoria e nuove professioni digitali” e “La scuola del Tascabile”. Ha pubblicato racconti su Linoleum, Scomoda rivista, Spaghetti Writers, Enne2, Smezziamo. Suoi articoli divulgativi sono comparsi su Vanilla Magazine, di cui è stato direttore responsabile dell’omonima rivista cartacea edita da La ruota edizioni. Gestisce una sua pagina Instagram di divulgazione letteraria (@lo_scrittore_solitario_). Si definisce “malato di curiositas”.

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