Frusciavano delle maracas fortissimo, impastate in un suono sintetico, scatenando l’impeto della risacca dell’oceano, riverbero delle onde che arrivavano da ovunque, stormi di cimici, eco di centinaia di migliaia, pronte ad abbattersi sulla città, a sommergere i grattacieli, a ricoprire l’asfalto liquefatto per sempre.
Milano cambiava padrone.
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