Ciò che vidi a Kamakura

Lasciai Tokyo nell’ottobre del 1872, e mi trasferii a Kamakura. Ricordo che, la prima volta che misi piede nella cittadina marittima, l’aria mi parve ferma come un lenzuolo steso su un corpo che non respirava più: immota, densa, carica di attese mai svelate, triste.