di Marco Corvaia

In copertina: James Ensor – Autoritratto con maschere (olio su tela, 1899)


Taciturno, alloggio fra gli scarti 
malgrado voglia trasferirmi
in un fallimento migliore

a mezzanotte tracimerò
per demolire lezioni di vita
perentorie come profezie
mai richieste in stato di veglia

con quest’anima impertinente
che sotto la buccia non c’è
farò del mio ardore un bengala
nella piazza della dissidenza
e una fine sprezzante sarà migliore di me

l’ingegno è allagato
da istruzioni metodiche
che colano da un orecchio
se mi piego di lato
ho la corpulenza della misantropia
tra delusioni storpie e solide falsità.

Preparerò del tè verde cinese
per gli isterici coi clacson in bocca
pensando alla filosofia che è
un apriscatole sempre a portata di mano
eppure spero che tutti si sciolgano
come la carestia nell’abbondanza
e quest’ambizione è migliore di me
e quel tè verde è migliore di me
e la filosofia è migliore di me
e una demolizione è migliore di me
e ogni falò che risorge è migliore di me
e l’anarchismo che agisce è migliore di me
e chi sradica abitudini è migliore di me.

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