di Paolo Di Luzio
Editing a cura di Catherine Hannequart
In copertina: foto di Vickie Vj (Pexels)
Io amo mia mamma. Vorrei imparare a cucinare il ciambellone. Con le gocce di cioccolato come lo fa lei. Poi è bellissima. Mi sono fatta crescere i capelli apposta per assomigliarle. I miei non sono biondi però ho scoperto che si possono colorare.
Anche gli occhi si possono colorare, l’ho visto alla televisione. Anche se mi sembra una cosa pericolosa. Ma farei di tutto per essere come lei.
Poi è molto divertente. Non mi annoio mai con lei. Sa un sacco di barzellette e giochi. Per questo ha un sacco di amici che la vengono a trovare. Quando vengono loro mi dà il permesso di guardare la televisione e di mangiare le patatine. Devo solo non avvicinarmi alla porta. Con i suoi amici lei si chiude in camera, mettono della musica e quando escono hanno sempre un sorriso stampato. Come quelli della televisione.
Lei dopo mi porta sempre a prendere il gelato. Posso scegliere i gusti che voglio. Lei rimane in silenzio. E poi prima di tornare a casa fuma, almeno due sigarette.
Oggi voglio farle una sorpresa. Ho preso una sua gonna. A me va un po’ lunga, supera le mie ginocchia. Ho preso una maglia e me la sono arrotolata sopra la pancia. Ho messo la matita agli occhi e il rossetto rosso. Lei quando lo mette si lamenta sempre che è troppo costoso. Ma sono stata attenta, ne ho usato poco. Mi sono messa sul divano mentre aspetto che esca insieme al suo amico.
Sto nella posa che fa lei quando sta sul divano ed entra un suo amico in casa. L’ho spiata dalla mia camera un milione di volte. Mi piace tanto. Mi sono allenata un sacco di ore per farla. Con le mani unite sotto il mento e la bocca un po’ chiusa e un po’ aperta.
Quando sono usciti ho detto: «Ti aspettavo sai?» e ho rimesso la bocca mezza chiusa e mezza aperta.
Il suo amico ha riso e mi ha dato una carezza. Ha detto che sono proprio una bella bambina. Mi ha dato pure dieci euro. Ma a me non interessano, voglio solo fare una sorpresa alla mamma.
Lei mi ha dato uno schiaffo e ha restituito i soldi al suo amico. Lui se ne è andato veloce da casa.
Io ho cercato di spiegare che ne ho usato pochissimo di rossetto, lo so che è costoso. Con la gonna sono stata attenta, non l’ho rovinata.
Lei mi ha detto di non fare mai più quello che ho fatto oggi e mi ha spinta in camera mia. Mi sono buttata sul letto e ho pianto un po’.
Come può essere gelosa di me la mamma?
Ho aspettato un po’ per il gelato ma non mi è venuta a chiamare. Sento la porta della casa che si apre, deve aver chiamato un nuovo amico. Non sono mai venuti due amici diversi lo stesso giorno. Devo averla fatta proprio arrabbiare. Addirittura, ha chiuso anche la porta della mia camera a chiave.
Mi metto a pancia in su. Quando riaprirà la porta la farò arrabbiare ancora, ne sono certa. Ho fatto formare una piega sulla gonna.
Biografia
Paolo Di Luzio nasce a Chieti nel 1992, vive a Pescara dal 2025 e si trasferirà a Gotham City nel 2027. In attesa di vivere di scrittura, di giorno studia economia e di notte lavora come cameriere. Ha pubblicato racconti per le riviste Blam!, White, La fuga e Enne2.





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