di Chiara Fanti

Illustrazione: immagine realizzata da Francesca Bruni (@exx.voto)


Dodici fatiche 1 2

Imprese eroiche sono state compiute fin dagli albori. L’Anima novella tosto rivela la sua grandezza e forgia la sagoma di una creatura aurea. Una donna mortale dà alla luce una semidea, figlia altresì dell’ingannevole Zeus, il re degli dèi. L’innocenza diviene ben presto contaminata dagli intensi dissidi provenienti dal Monte Olimpo. L’ira nefasta di Era perseguita la fanciulla: è il simbolo del tradimento.

Somiglia all’essere umano, eppure differisce dalla sua specie. Le sue gesta sono memorabili. Folle, dissennata, impazzisce: trucida il focolare e la progenie nel delirio assoluto.

Oh, Anima immonda! Quale scempio hai consumato! Il tragitto oramai non sarà benevolo per una coscienza sì impura e peccatrice!

Fortemente afflitto, il destino illustra la mappa singolare per l’espiazione: dodici fatiche insormontabili le si prospettano in lontananza; itinerario di Metamorfosi.

Eccomi, chiara e spoglia, avanzo a mani nude. Per la prima minaccia strangolo il leone invulnerabile e ne vesto il manto. Varco la palude; l’idra dall’aspetto immenso ha nove teste di serpe. È indispensabile cauterizzarle tutte e seppellire l’imperitura. Fuggo per un anno intero insieme alla cerva dalle corna d’oro, più tardi, bracco l’efferato cinghiale sino all’agguato nella neve. Devio energicamente le acque per purificare le stalle mastodontiche entro l’imbrunire. Con fragore violento estinguo il pesante flagello sulle rive del lago.

Cavalco la furia del toro cretese, domo la ferocia delle cavalle antropofaghe, carpisco il cinto d’oro alla regina delle donne guerriere. Mi aspetta un viaggio oltre i confini; la nuova missione ostica è il trasporto dei bovi del mostro a tre corpi. In me i pomi preziosi delle ninfe custodi e d’un tratto m’accingo alla scesa pericolosa. L’implacabile Cerbero presenzia ringhioso e spietato.

Raggiungo il fondo. L’angoscia divora come la bestia che ho di fronte. Striscio sulla terra arida e rovente, scrutando con minuzia lo scenario infimo e miserabile.

Non si conosce con precisione il tempo in cui l’Anima ha abitato il regno dei morti. Probabilmente un frammento si trattiene tutt’ora nella lotta perpetua contro il demone infernale.

Eppure, la metempsicosi è avvenuta e lo Spirito si è reincarnato. Sorride banchettando, condottiera sciente e leggendaria temprata dal fuoco. Così, come il serpente abbandona la pelle consumata, l’Essenza rinasce con la parte migliore di sé. Eroina degna e solenne, trionfa.


1 Rielaborazione personale. Eracle e le dodici fatiche. Apollodoro, Biblioteca, Libro II.

2 Morte e Apoteosi di Ercole. Ovidio, Le Metamorfosi, Libro IX.

Abbiamo chiesto a Chiara Fanti di parlarci del testo e del processo creativo che ha portato alla sua realizzazione, queste le sue parole:

Il testo propone una riscrittura mitopoietica del ciclo delle dodici fatiche di Eracle (Ercole).                     La struttura narrativa del mito è tratta dal libro II della Biblioteca di Apollodoro: la scansione delle prove in ordine cronologico, la dimensione espiatoria e la tensione verso il compimento di un destino imposto. A questo impianto mitografico si innesta un lirismo denso ed elegiaco, carico di solennità epica, che richiama la tradizione ovidiana. Come nelle Metamorfosi, il pathos della narrazione si amplifica e pone particolare attenzione al momento della trasformazione: la morte e la conseguente Apoteosi dell’eroe.

Espresse in prima persona e al presente indicativo, le prove sono interiorizzate e divengono tappe di un itinerario dell’Anima. Anch’essa compie imprese memorabili, si adopera intensamente e si confronta con i demoni più oscuri. Perisce per rinascere.

Il finale resta aperto e non pienamente risolutivo: la memoria del viaggio ctonio arde come fiamma viva e permane, in eterno.

La redazione ringrazia Francesca Bruni (@exx.voto) per aver realizzato l’illustrazione.

Biografia

Chiara Fanti è nata a Forlì il 6 febbraio 1992. È un’insegnante di scuola primaria. Sognatrice, dall’animo ribelle e creativo. Da sempre appassionata di poesia e di scrittura in tutte le sue forme, cerca di trasmettere ai suoi studenti la potenza intrinseca delle parole, al fine di lasciare una profonda traccia di sé al mondo.

Sta lavorando alla sua prima opera ibrida: sperimenta poesie dallo stile classico, versi caratterizzati da nudità ermetica e prose liriche dal ritmo denso. L’ossimoro guida la sua poetica.

Dal 2019, come @teacher.in.wonderland, collabora con la casa editrice Terre di Mezzo, per cui cura articoli relativi ad albi illustrati e al loro utilizzo in ambito laboratoriale e didattico.

Lascia un commento

In voga